Sir clive "lascia"

SIR CLIVE "LASCIA"
Il sogno di Clive Sinclair, il genio che ha rivoluzionato il mercato mondiale dei computer, è svanito a Londra. Schiacciata dai debiti, la Sinclair computer, la prima società a vendere ì computer a prezzi familiari, è stata ceduta in blocco alla Amstrad per cinque milioni di sterline (circa 12 miliardi di lire).

05 Jun 2016 0 comment
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  admin - strongboy

sir clive lasciaIl naufragio della Sinclair segna la fine di una leggenda. Sinclair aveva lasciato senza fiato il mercato degli elaboratori elettronici offrendo al pubblico cinque anni fa un computer, lo "Zx 80", al prezzo di una macchina da scrivere. In un'epoca in cui i computer costavano ancora milioni ed il loro uso era ristretto alle compagnie ed agli uomini d'affari l'iniziativa di Sinclair sembrava rasentare la follia. "La gente non è pronta — sostenevano gli esperti — Sinclair si rivolge ad un mercato che non esiste". "Se il mercato non esiste è ora di inventarlo — replicava Sinclair — il mio sogno è un computer Sinclair in ogni famiglia". Sinclair aveva ragione: lo "Zx 80" andò a ruba, cosi come i più sofisticati modelli successivi (lo "Zx 81 e la linea "Spectrum"). Nel 1983 la Sinclair diventò la prima compagnia al mondo a vendere oltre un milione di computer. La concorrenza dovette prenderne atto: era nato il mercato degli 'home computer". L'avvento di altre compagnie, dopo la Sinclair, sul mercato degli "home computer", come la Commodore e la Atari, scatenò una guerra dei prezzi a tutto vantaggio dei consumatori. I computer, venduti a prezzo di giocattoli, potevano entrare in ogni famiglia. Con gli economici Sinclair la rivoluzione tecnologica iniziata dalla Ibm nella fascia alta del mercato e proseguita dalla Apple nella fascia media trovava adesso il suo logico completamento nella fascia "casalinga". Nonostante la serrata concorrenza Sinclair era riuscito a mantenere nel 1985 la posizione di testa nel mercato britannico (col 35 per cento) con vaste esportazioni negli altri Paesi europei e negli Stati Uniti. Ma la catastrofe incombeva: con un fatturato di 102 milioni di sterline la Sinclair è riuscita ad accumulare un passivo di oltre 18 milioni di sterline. Si ripeteva il destino delle altre geniali intuizioni di Sinclair: la prima calcolatrice tascabile, la prima Tv a schermo piatto, la prima vettura monoposto elettrica, tutti falliti perla incapacità di Sinclair di piazzare commercialmente i suoi prodotti rivoluzionari. Travolta da 34 milioni di sterline di debiti la Sinclair computer è stata rilevata dalla Amstrad, che potrà continuare a produrre e vendere in futuro tutti i computer Sinclair. "L'accordo è di reciproco vantaggio — ha dichiarato Alan Sugar, proprietario della Amstrad — Sinclair è un genio della ricerca ed avrà adesso i fondi per proseguire la sua attività in questo campo. Noi siamo dei geni commerciali ed abbiamo adesso un altro ottimo prodotto da vendere". Se Sinclair è un sognatore, Sugar è un uomo coi piedi ben a terra. Nel giro di due anni, pur non avendo la più pallida idea di come funziona un computer, è riuscito a conquistare con la Amstrad la fetta più grossa del mercato britannico (circa il 65 per cento, dopo l'acquisto della Sinclair) grazie alla sua abilita nell'anticipare i bisogni dei consumatori. Con il Pcw 8256, il primo word processor con schermo e stampante ad essere venduto al prezzo di un milione di lire, ha ottenuto un successo clamoroso. La promessa di Sugar di continuare a vendere i computer Sinclair va presa con le molle: alcuni modelli (come il Ql) sono diretti concorrenti dei modelli Amstrad e saranno certo eliminati. Ed anche i popolarissimi Spectrum, abbandonati a se stessi, potrebbero cadere nel dimenticatoio nel giro di un paio di anni. Il motivo principale per cui la Amstrad ha acquistato la Sinclair è quello di liberarsi del più pericoloso concorrente. Il sogno di Sir Clive forse non è del tutto svanito: ci sarà un computer in ogni famiglia. Ma si chiamerà Amstrad e non Sinclair.

Cristina Barigazzi

Last modified on Sunday, 05 June 2016 20:25
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